Nei pochi minuti che l'eurostar delle 16.30 resta fermo alla stazione, scene di ordinaria follia si possono vedere dall'usurato finestrino di quel posto che proprio io non volevo, ma che mi hanno affibbiato e che sicuramente mi farà dannare quando dovrò scendere perché la tipa che si è seduta di fianco a me, lato corridoio, ha pensato bene di installare un server gigante tipo quello di "Odissea 2001 nello spazio" (HAL), innondandomi di tutti quei cavi alla faccia del wireless!
Insomma, in quei pochi minuti osservo un magro barbone dai folti capelli grigi di sporcizia che si mescolano con la folta barba altrettanto grigia di altrettanta sporcizia. Il barbo cammina quasi deciso per la banchina del binario 17 verso nord poi, ad un certo punto, si ferma di scatto, fa un'inversione di marcia e si dirige verso uno di quei nuovi cestini per la raccolta differenziata che hanno messo in tutte le stazioni d'Italia. Non si capisce bene quale siano i rifiuti di quel particolare cestino perché, grazie al suo sacchetto trasparente, si possono notare lattine, carta, vetro, pile, calzini e tanti altri oggetti diversi.
Il barbo invece ha l'occhio clinico e tra quelle macerie individua subito un gran bel pezzo di pizza.
Si dirige verso il cestino e sprofondando tutto il braccio destro nel sacchetto, va a pescare la pizza. La estrae, la annusa, la piega in due e l'appoggia sul bordo del cestino, poi si allontana.
Lì per lì penso che forse va a procurarsi una forchetta e un coltello, perché barbo sì, ma con classe.
Lo perdo di vista.
Giro il mio sguardo un po' a destra, un po' a sinistra, un po' in alto e a pochi metri da quel ripiegato pezzo di pizza osservo una ragazza alle prese con il distributore automatico di acqua.
Ha già inserito le monete, ha già premuto il pulsante, ma non riesce a prendere la bottiglietta d'acqua dall'apertura: probabilmente si è incastrata mentre scendeva, oppure non le piace essere stata la prescelta fra tante colleghe.
La ragazza inserisce il suo braccio nella fessura, ma non riesce a prendere la bottiglia; si allontana qualche centimetro dal distributore, si guarda intorno con non-chalance, poi ci riporova un'altra volta e poi un'altra e poi un'altra ancora, ma nulla.
Nel frattempo passa un distinto signore di quelli che non si fanno mai gli affari propri, le gira attorno un paio di volte, la osserva e le si avvicina sussurrandole qualcosa; la ragazza indica arrabbiata quel ladro del distributore automatico dalla bocca troppo stretta per una bottiglietta d'acqua. Il distinto signore decide di aiutarla e infila il suo stirato braccio nella fessurra alla ricerca dell'acqua, ma nulla. Insieme spingono un po' a caso tutti i pulsanti del distributore senza risultati positivi...
Il treno piano piano si allontana...
Che ne sarà di quel pezzo di pizza sul bordo del cestino?
E di quella bottiglia d'acqua sul bordo della fessura?
Insomma, in quei pochi minuti osservo un magro barbone dai folti capelli grigi di sporcizia che si mescolano con la folta barba altrettanto grigia di altrettanta sporcizia. Il barbo cammina quasi deciso per la banchina del binario 17 verso nord poi, ad un certo punto, si ferma di scatto, fa un'inversione di marcia e si dirige verso uno di quei nuovi cestini per la raccolta differenziata che hanno messo in tutte le stazioni d'Italia. Non si capisce bene quale siano i rifiuti di quel particolare cestino perché, grazie al suo sacchetto trasparente, si possono notare lattine, carta, vetro, pile, calzini e tanti altri oggetti diversi.
Il barbo invece ha l'occhio clinico e tra quelle macerie individua subito un gran bel pezzo di pizza.
Si dirige verso il cestino e sprofondando tutto il braccio destro nel sacchetto, va a pescare la pizza. La estrae, la annusa, la piega in due e l'appoggia sul bordo del cestino, poi si allontana.
Lì per lì penso che forse va a procurarsi una forchetta e un coltello, perché barbo sì, ma con classe.
Lo perdo di vista.
Giro il mio sguardo un po' a destra, un po' a sinistra, un po' in alto e a pochi metri da quel ripiegato pezzo di pizza osservo una ragazza alle prese con il distributore automatico di acqua.
Ha già inserito le monete, ha già premuto il pulsante, ma non riesce a prendere la bottiglietta d'acqua dall'apertura: probabilmente si è incastrata mentre scendeva, oppure non le piace essere stata la prescelta fra tante colleghe.
La ragazza inserisce il suo braccio nella fessura, ma non riesce a prendere la bottiglia; si allontana qualche centimetro dal distributore, si guarda intorno con non-chalance, poi ci riporova un'altra volta e poi un'altra e poi un'altra ancora, ma nulla.
Nel frattempo passa un distinto signore di quelli che non si fanno mai gli affari propri, le gira attorno un paio di volte, la osserva e le si avvicina sussurrandole qualcosa; la ragazza indica arrabbiata quel ladro del distributore automatico dalla bocca troppo stretta per una bottiglietta d'acqua. Il distinto signore decide di aiutarla e infila il suo stirato braccio nella fessurra alla ricerca dell'acqua, ma nulla. Insieme spingono un po' a caso tutti i pulsanti del distributore senza risultati positivi...
Il treno piano piano si allontana...
Che ne sarà di quel pezzo di pizza sul bordo del cestino?
E di quella bottiglia d'acqua sul bordo della fessura?
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