Essere una coppia in simbiosi spesso significa essere schiavi l'uno dell'altro.
Essere in simbiosi si intende che si fanno le stesse cose, si pensa uguale, si sta vicini in ogni momento, ci si siede accanto alle cene con amici, si guardano e commentano le stesse cose, si dice di avere gli stessi gusti, ci si sente in continuazione quando non si sta vicini: ma esiste veramente una persona uguale in tutto e per tutto a noi? I gemelli forse.
Spesso questa “simbiosi” si crea all'interno della coppia che resiste perché legata dai compromessi.
Ci si adatta l'uno all'altro per abitudine, routine, ma anche per paura.
La paura di restare soli, paura peraltro fondata ancor di più proprio dalla simbiosi: se mantengo la mia personalità, individualità, non ho paura di restare solo; se sono completamento dell'altro e viceversa, se resto solo non sopravvivo.
Può esistere la coppia di individui che mantengono ciò che di più prezioso la natura ha loro fornito, l'individualità, la libertà, e può essere una coppia stabile perché non retta dalla paura, o da necessità materiali (si intenda, non si parla di disabili), ma dal puro sentimento.
La gelosia altro non è che paura di restare soli, possessione: sono in simbiosi con un'altra persona la cui libertà è svanita al prezzo della mia: sono sceso al compromesso: “io ti do' la mia libertà e tu mi garantisci l'esclusività”. Compromesso fattibile per oggetti di proprietà, non per persone.
Ecco quindi che si parla di coppia come scambio di beni e servizi o servigi, di prezzi, di quantità: io ti ho dato 100 e pretendo 100 da te, se mi dai 50 non sostieni il contratto a cui siamo legati e il rapporto cede.
La simbiosi si trasforma in attaccamento morboso, la possessività in ossessione: la vita di uno dipende totalmente dall'altro e se uno viene a mancare l'altro lo segue.
Essere in simbiosi quindi ha un prezzo: la libertà, l'individualità, l'autosufficienza. Non si riesce più a vivere da soli (ma nel momento è un problema risolto finché il contratto regge).
L'istinto di sopravvivenza porta le persone all'autoconservazione, a ricercare il benessere, la sicurezza specie in un mondo incerto come quello in cui si vive, dove dall'oggi al domani possono scoppiare guerre, possono esserci crisi di mercato globali, fame nel mondo, malattia. Ecco allora che si passa all'attacco prima di essere attaccati. Si stipula un contratto assicurativo con un'altra persona che garantisce compagnia, assistenza in caso di bisogno.
Pur essendoci diverse società sviluppate nel mondo, permane nell'uomo il desiderio di possesso di una donna che possa dargli la prole e la certezza di poterla allevare in casa. Ecco che vengono allora escluse le donne che si ribellano a questo primordiale ruolo di chiocce, che le limita nelle loro immense capacità intellettive e sensitive, doni che molti uomini non riconoscono in loro. Ecco anche che l'uomo si sente attaccato nel suo orgoglio maschile, nella sua virilità, nell'importanza che la sua presenza ha in questo mondo, si sente inutile.
Accade quindi che l'uomo cerchi in paesi in via di sviluppo, in società ancora primordiali, o in città dalle vecchie tradizioni spesso dettate dalla moralità cattolica, una femmina non ancora emancipata verso la quale possa dimostrare di essere uomo e di avere potere su di lei. Una volta ottenuta farà in modo che ella non si lasci condizionare dal femminismo, la terrà segregata a sé, non le darà la possibilità di diventare autosufficiente, non le insegnerà a crescere, a svilupparsi, la controllerà, non la lascerà libera di esprimere la sua individualità, non sarà per lei come un padre che la aiuta a volare fuori dal nido domestico. Dal canto suo la donna, per ottemperare ai suoi servigi casalinghi, pretenderà fedeltà dall'uomo contro quella che è invece la sua innata natura di fecondatore.
La simbiosi, o meglio, il contratto cosi stipulato, priverà entrambi di elementi fondamentali per la loro vita, ma mentre la donna vivrà per la sopravvivenza della prole e/o seguendo i suoi principi morali religiosi tradizionali, l'uomo incomincerà a sentire la mancanza della sua libertà e a ricercare quella individualità persa, e per non compromettere comunque il suo futuro in compagnia, non lascerà la sua donna, ma ne cercherà altre clandestinamente.
In tutto questo DNA chi ne resta fuori sono le donne emancipate a meno che esse non assumano il ruolo dell'uomo e si cerchino il “maggiordomo”, cosa possibile ma poco probabile o frequente in quanto, a differenza dell'uomo, la donna può invecchiare da sola.
A questo punto sorge una domanda: può la coppia in “simbiosi” sopra descritta reggere nel tempo?
“Non c'è mai nulla di costruttivo nelle azioni che si compiono per effetto della paura” (Fabio Marchesi).
Eppure ci sono episodi di coppie morbosamente attaccate il cui rapporto è sopravvissuto fino alla morte di uno alla quale è seguita poi la morte dell'altro: si tratta di coppie aventi un progetto in comune da realizzare, un progetto artistico, creativo; uno era l'ispirazione dell'altro e viceversa, entrambi per creare opere dal nulla. Ma ci sono anche esempi di coppie morbosamente attaccate con progetti distruttivi che li hanno inevitabilmente portati alla crudele separazione prima della morte. In entrambi i casi, comunque, non sono esclusi episodi di tradimento.
“La donna o l'uomo le cui uniche informazioni costruttive che riesce a ottenere sono quelle di seconda mano del partner, molto difficilmente otterrà la sua fedeltà spontanea” (Fabio Marchesi).
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