Treno cisalpino dalla Svizzera con puntualità fino al confine italiano.
Attendo l'ultima mezz'ora prima dell'arrivo a destinazione per andare a fare pipì, così almeno ne ho accumulata il più possibile.
Il treno proviene dalla Svizzera, ma devo percorrere tanta strada prima di trovare un wc aperto: ce ne sono di occupati, di chiusi, di guasti.
Così passo da una carrozza all'altra velocemente e nel frattempo approfitto per sgranchirmi un po' le gambe informicolate da qualche ora.
Tra i vagoni c'è il pulsante apriporta automatica.
Con difficoltà trattengo il liquido vescicale.
Arrivo all'ennesimo pulsante da schiaccare e quando mi si apre la porta davanti, noto che nella carrozza sucessiva manca la luce. Subito penso che forse si tratta della carrozza ristorante (si sa mai stanno facendo una cenetta a lume di candela), quindi procedo ma, non faccio a tempo a fare il primo passo che mi accorgo di vedere i binari immersi nel buio di una galleria. Avevo aperto l'ultima porta del treno e stavo per sfracellarmi tra i binari come un sacchetto vuoto da pic-nic gettato fuori dal finestrino.
Mi sentivo come 007 o Assassinio sull'Orient Express o qualsiasi altro protagonista di qualsiasi film dove i protagonisti eroi escono ed entrano dal treno in corsa con estrema facilità acrobatica.
Fortunatamente in quel momento il treno non ha effettuato brusche frenate.
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