La gente alla domenica mattina è proprio strana.
Stavo passeggiando tranquilla per le vie del centro dopo essermi sparata un deca macchiato caldo nel bar più in della piazza, quando ad un certo punto sento urlare:
"In Cina a un gatto sono cresciute le ali!"
"Ma no dai!" risponde una signora di mezza età all'altra.
"Sì, l'han fatto vedere in TV ieri: son cresciute le ali ad un gatto!"
Quindi dopo il gatto con gli stivali, ecco spuntare fuori il gatto con le ali, la nuova moda proveniente dal lavoro nero cinese e che impazzerà sulle spiaggie italiane per tutta l'estate 2007.
Proseguo nel mio cammino digestivo della colazione quando incrocio un tizio che conosco che mi passa di fianco in bicicletta; lo fisso a lungo per permettere al mio diaframma oculare di metterlo a fuoco, e quando sono sicura che è lui lo saluto. Mi risponde con un sussurrato-eccitato-sensuale "Ciao" e prosegue per il suo tragitto. Sinceramente non capisco il tono di quel passionale "Ciao", di domenica mattina poi, con tutta la famigliola che lo precedeva in bicicletta. Mah!?
Continuo a dirigermi verso casa, quando vedo un signore anziano venirmi incontro sul marciapiede deciso e puntare un oggetto per terra: penso "Che culo! Avrà trovato una banconota da 50 € e ora la va a raccogliere!" e invece si china davanti a me e strappa un cespuglietto di erba che era cresciuto tra le fessure delle piastrelle del marciapiede, e se ne va.
Che direbbe Freud su questo comportamento?
Stavo passeggiando tranquilla per le vie del centro dopo essermi sparata un deca macchiato caldo nel bar più in della piazza, quando ad un certo punto sento urlare:
"In Cina a un gatto sono cresciute le ali!"
"Ma no dai!" risponde una signora di mezza età all'altra.
"Sì, l'han fatto vedere in TV ieri: son cresciute le ali ad un gatto!"
Quindi dopo il gatto con gli stivali, ecco spuntare fuori il gatto con le ali, la nuova moda proveniente dal lavoro nero cinese e che impazzerà sulle spiaggie italiane per tutta l'estate 2007.
Proseguo nel mio cammino digestivo della colazione quando incrocio un tizio che conosco che mi passa di fianco in bicicletta; lo fisso a lungo per permettere al mio diaframma oculare di metterlo a fuoco, e quando sono sicura che è lui lo saluto. Mi risponde con un sussurrato-eccitato-sensuale "Ciao" e prosegue per il suo tragitto. Sinceramente non capisco il tono di quel passionale "Ciao", di domenica mattina poi, con tutta la famigliola che lo precedeva in bicicletta. Mah!?
Continuo a dirigermi verso casa, quando vedo un signore anziano venirmi incontro sul marciapiede deciso e puntare un oggetto per terra: penso "Che culo! Avrà trovato una banconota da 50 € e ora la va a raccogliere!" e invece si china davanti a me e strappa un cespuglietto di erba che era cresciuto tra le fessure delle piastrelle del marciapiede, e se ne va.
Che direbbe Freud su questo comportamento?
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