sabato 3 dicembre 2011

Piscine termali

Hotel 4 stelle con 5 piscine termali munite di pulsanti idromassaggio: è quello che mi ci vuole dopo mesi di stress da errori umani.
L'hotel è mastodontico, popolato da pensionati ultracentenari, ultratedeschi e ultraricchi.
Arrivo nell'ora di pranzo sicura di non trovare gente in acqua: 5 piscine tutte per me.
Dopo circa un'ora che sono lessa come una cozza, arriva la prima vecchietta con cuffia in lattice con fiorellini in 3D colorati, costumone intero attillato che le fa debordare metri quadrati di pelle morta da sotto le ormai calve ascelle, cinturona con pezzi di polistirolo che le danno sicurezza in 50 centimetri di acqua a 35 °C.
Per me c'è già troppa gente e decido con calma di procedere con la fase doccia, phon, vestizione e dipartita con il treno.
Giungo dinnanzi alla porta dello spogliatoio femminile dove ho depositato i miei oggetti e scopro che è chiusa. Quando qualche ora prima il facchino era venuto ad aprirmela ed aveva aspettato che uscissi in costume da bagno, ebbi il sospetto che l'avrebbe richiusa e così in effetti è capitato.
Incontro una barista e le chiedo come fare, mi suggerisce di attendere qualche minuto l'arrivo del bagnino. Controllo l'orario del treno e decido che forse è meglio se me la sbrigo da sola, e con le ciabatte bagnate, il costume grondante di acqua termale, i capelli appiccicati al cervello, vado nella magnifica hall dell'hotel per chiedere aiuto alla reception. Caso vuole che proprio in quell'istante la cassiera fosse impegnata al telefono in un'accesa discussione in tedesco, e il receptionist stesse facendo il check in ad un gruppo di tedeschi.
Attendo 10 minuti e quando la pozzanghera sotto i miei piedi è profonda 29 centimetri, urlo al receptionist che ho bisogno che qualcuno mi apra la porta dello spogliatoio femminile nuovo. Egli non sa nemmeno che esiste in quell'hotel uno spogliatoio femminile.
Torno in piscina e vedo un tizio che indossa una tuta da meccanico blu, è il bagnino. Gli spiego la situazione e subito arriva con un mazzo di 45 chiavi che prova nella porta dello spogliatoio, ma nulla.
Dopo 35 minuti decide di andare alla reception.
Mentre attendo il suo ritorno, mentre smadonno perché ormai il treno è perso, ripassa la barista che mi chiede:
- Ancora qui?
Simpatica.
Dopo 5 minuti torna il bagnino e mi dice di andare alla cassa di fianco alla reception.
Ripercorro le impronte bagnate lasciate prima e mi trovo di fronte alla cassiera che mi dice:
- C'é stato un problema. Lei ha pagato?
- Certo che ho pagato! kazzen!
- Ah, sì, ora vedo..... ora le chiamo il facchino par farsi aprire la porta.
Mentre ripasso davanti al receptionist, questi mi dice:
- Ancora qui? E' riuscita ad aprire al porta?
- No, Kazzen! non so sfondare le porte!
La cassiera mette sul bancone la chiave della porta chiusa e dice al receptionist di chiamare un facchino.
Il tizio dice che probabilmente il facchino sta facendo il suo solito giro d'ora d'aria e che ci vorrà qualche minuto.
La seconda pozzanghera nella hall dell'hotel è già formata quando finalmente intravedo un facchino tutto trafelato che viene bloccato alla reception; gli spiegano che deve andare ad aprire la porta dello spogliatoio femminile e gli danno la chiave.
Nel frattempo fuori dallo spogliatoio si è formata una fila di 7 vecchiette tutte inviperite, che danno pugni contro la porta dello spogliatoio.
Il facchino la apre e chiede come mai fosse chiusa.
Non sto nemmeno a cambiarmi d'abito che prendo la roba e corro in stazione dove per un pelo riesco a prendere il treno successivo.
Alla fine son tornata a casa più stressata di prima!

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