sabato 3 dicembre 2011

Palermo airport 75

Quando atterri o parti dall'aeroporto di Palermo ti accorgi subito di una certa aria che tira: aria di nevrosi.
Atterrata e diretta all'aerobus, quell'autobus con le ali che ti porta in centro, dal sedile anteriore di prima fila mi godo la scena nevrotica di una palermitana che tenta di salire a bordo, ma che il conducente non vuole.
Minuti di urla incazzute e l'autista si impietosisce e la fa salire nonostante sia in ritardo di qualche secondo sulla tabella di marcia.
La cicciona signora che ho di fianco, che si sventola le ascelle sudate e pelose con un lercio fazzoletto da naso e si lamenta che ha caldo, si lamenta che ha caldo, e continua per tutto il viaggio a lamentarsi perchè ha caldo e di nuovo sventola quel cazzo di fazzoletto immoccicato sotto al mio naso: mai sedersi sottovento in questi casi!

Al check-in per il rientro:
Se mi vedete nella fila della cassa del supermercato, nella fila della biglietteria delle stazioni ferroviarie, nella fila alla posta (lì non mi ci vedrete mai!), nella fila, cambiate fila: pare sia un mio dono naturale, un mio talento innato, scegliere sempre la fila più sfigata. Cioè io vado in quella con meno gente e puntualmente davanti a me c'è la bega, il tizio che ha dei problemi o l'impiegato che ha dei problemi o il computer che ha dei problemi o la biro che ha dei problemi o il timbro che ha dei problemi o la cassiera che ha dei problemi.... sta di fatto che improvvisamente la mia fila rallenta e tutte le altre mi superano e accelerano con la felicità degli accodati che guardandomi restare ultima, mi fanno persino le pernacchie.
Ebbene stavolta al check-in appunto dell'aeroporto di Palermo, dove tutti sono incazzati, scelgo l'unica fila che c'è.
Quando mancano 2 persone al mio turno si apre il check-in di fianco e tutti quelli che stanno dietro di me, con le solite pernacchie, mi superano e si imbarcano.
Io attendo come al solito che si risolva la solita bega del tizio che davanti a me ha un foglio di prenotazione volo con indicate le ore 22.45 anzichè le ore 10.45.
Poi tocca a me e all'altro check-in scoppia una lite: una palermitana tenta di imbarcare una valigia di 37 kg, ma non le è consentito dal regolamento, si incazza, ma non le è consentito dal regolamento...
Le suggeriscono di svuotare un po' la valigia e lei lo fa restando proprio lì davanti alla fila del suo check-in, ed è qui che entrano in scena le mie pernacchie: "stavolta la bega l'avete voi!".
La ragazza estrae dal valigione 3 sacche di liquido plasmoide da flebo per un totale di 5 kg, tanto basta per farle imbarcare la valigia. 
Allora io dico: ma tu pensi veramente che quelle sacche di liquido trasparente passino il controllo bagaglio a mano???

L'imbarco.
Attendo il boarding ammassata tra gli altri passeggeri (la ragazza dalle sacche di liquido non è presente); improvvisamente mi si affianca una signora anziana che mi attacca bottone.
"Lei sa che mi hanno rimandato il volo? Mi hanno telefonato già due volte......"
"Si, si a volte capita...."
"... ma non è possibile... pensi che una volta a New York mi chiamarono dall'altoparlante perchè ero in ritardo, ma io non sapevo che era ora di salire a bordo, quando poi sono salita il comandante al microfono ha detto: 'ora che le signore sono salite, possiamo partire'' ma si figuri!..."
"... ehm si si......"
Poi la signora sparisce nel nulla: sul volo non c'era.

Mi siedo lato corridoio e si affianca a me un ragazzo palermitano tutto trafelato che mi dice:
"A volte penso che forse si fa meglio a prendere il treno: pensi che non hanno voluto che imbarcassi il mio sapone da viso!"
".. eee succede". Fingo di dormire per tutto il volo.
Il ragazzo come si è seduto con il bagaglio a mano in braccio cosi è rimasto per tutto il volo e nessuna hostess gli ha detto di metterlo sotto il sedile.
E' smoccicante e raffreddato e tira su col naso in continuazione, è nervoso e fa ballare una gamba per 2 ore (cioè più della durata del volo).
Poi finalmente si atterra e lui dice: "E' andata, è stato bravo". Al bagage claim mi augura buona permanenza come fossimo diventati vecchi amici grazie alla lunga conversazione avuta in aereo.

E se fosse stato un volo transoceanico?

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