domenica 11 dicembre 2011

Misteri ferroviari

La voce femminile robotizzata del treno eurostar in arrivo alla stazione di Bologna, tranquillizzava i passeggeri che avrebbero dovuto prendere la coincidenza per Venezia:
" ci scusiamo per il ritardo di 5 minuti e avvertiamo che il treno per Venezia è al binario numero 5"
Felice di tale annuncio pensai che sarei tranquillamente riuscita a prendere quel treno, altrimenti non avrebbero fatto l'annuncio.
Ebbene, il treno era partito prima che l'eurostar si fosse fermato in stazione.
Poco male, di tempo ne avevo. Consultai l'elenco delle partenze e di lì a 10 minuti sarebbe partito un altro treno che faceva al caso mio.
Andai tranquilla al binario e vi salìì. Nella carrozza casualmente prescelta sedeva un ragazzo con i capelli lungi e mossi tenuti legati da un fermaglio, aveva un piercing nel sopraciglio destro e stava telefonando. Decisi di sedermi un sedile dietro a lui in modo che il suo bel viso fosse in ottima vista, almeno la parte posteriore, cioè i bei capelli.
Lo osservai e ascoltai le parole che diceva al telefono, sembrava un po' nervoso, preoccupato ed anche arrabbiato:
- Sento l'energia negativa di quelle persone attorno a me! Sento che CRISTina è malvagia, ha uno sguardo cattivo, mamma, sento questa energia....
La conversazione appariva alquanto insolita ma, considerato il bell'aspetto del ragazzo, era decisamente tutto molto interessante.
Pensai: "che bello, un ragazzo percettivo, sensitivo e anche figo!"
Si alzò dal sedile e andò avanti e indietro per il corridoio continuando a parlare con la presunta sua madre.
Dietro di me sedeva un signore di mezza età che stava insegnando ad una giovane russa come leggere i tabelloni delle partenze dei treni alle stazioni ferroviarie italiane sottolineando l'importanza della penultima colonna, quella relativa ai minuti di ritardo.
Poi il ragazzo si sedette proprio di fronte a me, ma nell'altra fila di sedili, cioè potevo ammirare il suo bel viso tra la fessura che separa un sedile e l'altro. Ovviamente non potevo guardarlo diretta negli occhi, anche se quelle rapide e poche volte che lo facevo mi creavano un senso di leggero panico e intrigamento.
Preferii quindi osservarlo dal riflesso del vetro del finestrino, cosa molto più discreta.
Smise di telefonare e iniziò a mangiarsi le unghie. Aveva con sè due enormi valigie nere.
Quella carrozza era l'unica del treno senza riscaldamento, motivo per cui era poco popolata e la ragazza russa ci stava bene.
Pensai che quel ragazzo avesse subìto qualche malefico incantesimo da una tal Cristina (nome decisamente fuori luogo per un maleficio), che volesse fuggire da qualche forza negativa che insomma poteva essere un tipo alquanto interessante oltre che di divina bellezza.
Poi smise di mangiarsi nervosamente le unghie, prese un libro e iniziò a sfogliarlo velocemente fingendo di leggerlo.
Misi a fuoco il titolo di quel libro dalla copertina rossa e nera...finalmente lo lessi:
"QUINTO VANGELO" 
Nel frattempo l'uomo anziano e la ragazza russa se ne erano andati.
Arrivò per me il momento di scendere.

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