sabato 3 dicembre 2011

L'acqua abbandonata

Da quando negli aeroporti esiste la nuova regola per cui in aereo non si possono portare liquidi, si è verificato un grande spreco di acqua.
I viaggiatori, infatti, soprattutto d'estate, hanno almeno una bottiglia di acqua in due che si scolano durante le lunghe e interminabili attese negli aeroporti; quando poi arriva il momento dell'imbarco, alla zona "raggi-X" sono costretti a:
1) scolarsi tutta l'acqua o coca o aranciata o vino o birra che hanno, 
2) abbandonare i liquidi su qualche carrello o tavolo appositamente messo all'ingresso dei "raggi-X".
Considerando la notevolissima quantità di passeggeri che ogni minuto prendono un aereo, e considerando una media di 0,33 cl di liquido a testa di cui ingerito almeno il 70%, quanta acqua o altro liquame vengono gettati via negli aeroporti?
Se si mettessero dei grossi secchioni (non gli studenti modello) accanto alla zona "raggi-X" dentro cui versare l'acqua abbandonata e questi venissero poi inoltrati ad aziende agricole per l'irrigazione di campi circostanti l'aeroporto?
Con tutta la crisi idrica di cui si parla non sarebbe utile un'idea del genere?
Ad ogni modo l'ho brevettata io.
Naturalmente, per gli aeroporti più sofisticati e avanzati sarebbe opportuno sistemare più secchioni per una raccolta liquidi differenziata:

secchio azzurro per l'acqua
marrone per la coca cola e il tè
arancione per l'aranciata e la limonata
giallo per la birra (va bene anche se trattasi di birra rossa o scura)
viola per il vino rosso bianco e rosé
trasparente per i vuoti in pvc e le lattine

...ecc...ecc...

Ora attendo che l'autorità ministeriale mondiale mi riconosca la grande idea avuta, la metta in pratica, e mi corrisponda un euro per litro di liquido raccolto.

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