In finlandia
Atterro puntuale all'aeroporto di Helsiniki e scendo immediatamente dal mezzo per dirigermi al bagage claim, mi fermo un istante alla toilette e appena esco la mia valigia appare sul rullo. La prendo e mi dirigo all'esterno dove proprio di fronte a me c'è l'autobus che mi porterà in centro. Appena salgo, parte, quasi mi stesse aspettando.
Non è necessario parlare al conducente, anche perchè questo non risponde, in quanto c'è un chiarissimo display luminoso che indica i nomi delle fermate poco tempo prima di raggiungerle in modo tale da permettere ai passeggeri di prenotarle.
Sull'autobus ci sono anche due orologi digitali quasi sincronizzati e perfettamente in linea con quelli che vedo per le strade dal finestrino.
Pochi minuti e sono a destinazione. C'è buio, freddo, nevica, ma il mio ostello è facilmente individuabile. La receptionist, che conosce perfettamente l'inglese, mi da' tutte le indicazioni di cui ho bisogno.
Il mattino seguente mi dirigo verso la stazione ferroviaria dove non c'è tanta gente, non ci sono clochard, non ci sono vu' cumprà, e aleggia un senso di ordine e pulizia.
Alla biglietteria occorre prendere il numero conta-code, ma non c'è fila e così vengo subito servita da un'impiegata che sa perfettamente l'inglese.
Il treno è puntuale, così come lo era stato l'autobus navetta.
In Finlandia si possono fare i biglietti del treno e degli autobus a bordo perchè non c'è pericolo per il controllore di essere derubato sul mezzo, in questo modo non è necessario cercare una tabaccheria o bar che venda i biglietti anche di notte.
Mi sembra strano che sia tutto così ben definito, chiaro, puntuale, anche se un po' caro.
C'è talmente freddo in febbraio che non ci sono scippatori o assassini o violentatori per strada, e così si può girare sicuri anche di notte.
In Italia
Atterro puntuale all'aeroporto di malpensa, ma non ci fanno scendere subito perché dicono che c'è un problema con una coincidenza.
Percorro km di corridoi per raggiungere il bagage claim e attendo 30 minuti la discesa violenta della mia valigia sul rullo trasportatore. Nel frattempo una voce metallica femminile annuncia:
- Si informano i passeggeri del volo proveniente da Lisbona che lo scarico bagagli è finito e che quindi possono avviarsi all'ufficio Lost and Found. Buona Fortuna!
Recupero la valigia e faccio 1560 mt per raggiungere il bus navetta il cui conducente mi incita a sbrigarmi perchè sta per partire. Fa 2 mt e si ferma per 18 minuti.
A bordo noto che il mio orologio segna le 12.41 mentre quello dell'autobus le 3.53 e quelli delle strade di Milano sono spenti.
Dopo un'ora scendo alla stazione ferroviaria: vengo assalita da pakistani, marocchini, tunisini che mi vogliono vendere ombrelli (ma c'è il sole!), occhiali da vista, cocaina, fumo, pupazzetti.
Dei ragazzini hanno addocchiato il mio zaino, ma tanto dentro ho solo vestiti sporchi.
Un tizio mi chiede se sono italiana, io non rispondo.
La stazione è piena di gente e a fatica riesco a passare con il mio trolley.
Un clochard si siede su un muretto pieno di escrementi di piccioni e mangia un panino sputacchiandone le briciole per terra.
Appena appare il numero del binario del mio treno, una fiumana di gente si dirige velocenmente verso il treno che comunque parte fra 15 minuti. Tutti corrono e gridano, non si sa perché.
Il treno arriva puntuale a Bologna, anche perchè è un'alta velocità appena inaugurata, dove dopo poco ho la coincidenza.
Accidentalmente urto la valigia fucsia di una ragazza facendola cadere, chiedo umilmente scusa e questa manco mi guarda.
Tento di salire sul treno e la porta non si apre, quindi corro all'altra carrozza.
Con me salgono due extracomunitari che girano avanti e indietro per lo scompartimento, non so perchè, non so che cercano.
Sale una donna e mi chiede se il treno va a Venezia, le rispondo:
- Si (ma cazzo non le vedi le scritte luminose sul display del binario! Sei cieca o analfabeta! Leggi bene: VE-NE-ZIA ! ).
Arrivo puntuale a destinazione, esco dalla stazione e un vecchio in auto tenta di investirmi, busso sulla portiera della sua auto e gli grido:
- Aho! ma che cazzo fai! Italia paese di merda! E stai attento!
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