Ieri sera cena + discoteca e il destino ha voluto che fosse proprio il giorno della festa della donna, ovvero l'8 marzo.
Non ho mai festeggiato questo giorno in quanto annoiata da eventuali striptease maschili di stra-figoni gonfiati e bisteccati che tanto a me non toccheranno mai.
Ebbene, a parte il fatto che a cena nel locale c'erano solo donne
Pare infatti che gli strip-men non vadano a tempo di musica, che l'unica cosa che sanno fare è sconquassare il bacino sotto il naso di qualche malcapitata che se la cava sicuramente meglio di colei che si vede costretta ad annusargli il fondoschiena sotto un caldo lenzuolo rosso: culetto sodissimo, non c'è dubbio, ma vederselo a distanza ravvicinata, percepire ogni umor liquido, solido e gassoso che ne esce, penetrare con lo sguardo nel suo perizoma... beh effettivamente a qualcuna può piacere....
Gli strip-men non hanno esitato a rotolarsi nel polveroso pavimento con la sfigata di turno che, ovviamente, è stata scelta perchè indossava la minigonna, e a muoversi sinuosamente assieme a lei in una sorta di porno-spettacolo il cui scopo è solo quello di testare l'impassibilità dell'attributo maschile di fronte a cotanta "gnocca".
Tutto lo strip-show è contornato da un pubblico femminile urlante, che si strappa i capelli, applaude, sgomita, calpesta i piedi altrui: già perchè quella sera lì escono le donne che per 364 giorni all'anno (e quest'anno va anche male che è bisestile, quindi 365) se ne stanno chiuse in casa.
E quando gli strip-men decidono di imitare una pseudo-coreografia alla Village People su musica di Full Monty, dove l'unica cosa ad andare a tempo è il mio orologio, la scena diventa alquanto misera.
Quella sera è tutta dedicata alle donne, anche perché non ce ne saranno altre, e dal 9 marzo in poi tutto tornerà come prima: saranno ancora maltrattate, picchiate e discriminate dai maschi...
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