Stanotte alle 3.45 mi trovavo nel bel mezzo di una tempesta: stavo rientrando a casa da una serata in discoteca sulla spiaggia, ero in auto, ed è stato uno spettacolo bellissimo vedere dei lampi da film sparati giù dal cielo (qualcuno era moooolto incazzato).
Li vedevo in lontananza e quando li ho raggiunti quei lampi mi si sono tutti sparati addosso.
Percorrevo una strada circondata da alberi alla velocità di 20 km/h perchè per terra c'erano più rami che cemento.
Non vedevo una mazza e non potevo nemmeno fermarmi per aspettare che si placasse l'incazzatura del cielo.
Quindi con moooolta calma, ho proseguito zigzagando tra un ramo e l'altro con il naso appiccicato al parabrezza e gli occhi strizzati per sperare di vederci meglio.
Più che un'auto mi sembrava di essere al timone una barca a vela.
In quella lunga mezz'ora, nella quale mi sono vista passare tutta la vita davanti, una domanda fondamentale mi è sorta dal cervello:
ma quando fanno le selezioni per Donnavventura, perché non mettono quelle sbarbine in una situazione del genere piuttosto che far loro fare quella farsa di guida in una pozzangherina al fitness festival di Rimini?
E' in momenti come questi che nascono i pensieri più profondi.
Per la cronaca: sono arrivata a casa sana e salva!
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